Salumificio Massimo - Pilastro di Langhirano - La nostra storia
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LA NOSTRA STORIA

Un salumificio che discende da una tradizione di famiglia

Molti decenni sono ormai passati da quando Temistocle Venturini, classe 1892, come ancor prima suo padre Albino e suo nonno Pietro, agricoltori in terra emiliana, sacrificato il maiale nelle fredde giornate di tardo autunno si adoperava con cura quasi maniacale alla salagione delle cosce fresche ottenute.

Le cosce erano il frutto più pregiato del “Nimäl”, del maiale così definito in dialetto parmense per elevarlo al ruolo di signore incontrastato tra gli animali delle nostre terre. Dalle cosce la produzione del Prosciutto di Parma

Salumificio

Walter Venturini e l’attore americano Danny Kaye in una foto del 1983

Erano frutto pregiato allora e lo sono anche oggi.
La meticolosa arte che Temistocle ha appreso dagli avi ed ha impartito a Walter, fondatore di questa azienda, la esercitiamo ancora oggi, convinti che il solo modo per lavorare le carni e trasformarle in prodotto d’alta salumeria, quale è il Prosciutto di Parma, sia l’applicazione ferrea, puntuale, di attenzioni scrupolose, per forza di cose dedicate ad una produzione numericamente limitata.

Si potrebbe dire che per noi del Salumificio Massimo vale il principio del “meno ma meglio”. Per questa ragione abbiamo scelto di mai piegare la tradizione del salume di alto livello agli imperativi della produzione industriale e al suo impatto su qualità e genuinità, cioè sui principi che sono la base nella nostra etica aziendale.

Infatti da noi ogni singola coscia viene seguita nel suo maturare e lavorata A MANO in ogni fase del processo, con l’ausilio di pochissimi strumenti per le operazioni più faticose, sfruttando il microclima naturale: la brezza che viene dal mare e scende verso le nostre colline, carezzando l’Appennino, portando con sé profumi inconfondibili.

Il resto lo lasciamo al Tempo ed alla paziente ma vigilante attesa che tutto il nostro impegno venga infine premiato.
Il lento avvicendarsi delle stagioni, prosciutto dopo prosciutto, ci conferma che Temistocle e Walter avevano ragione. Qui, con il Prosciutto di Parma, c’è ancora sapore di buono.